Ultima modifica: 14 maggio 2018
Istituto Comprensivo "G. e G. Robecchi" > La Lomellina, “mosaico di acqua e di terra”

La Lomellina, “mosaico di acqua e di terra”

Un testimone speciale racconta fatiche e soddisfazioni del lavoro dei campi in Lomellina, meraviglioso “mosaico di acqua e di terra”.

a cura delle classi Quarte – Gambolò

Intervista al Sig. Carnevale Miino Battista relativa al Progetto “La Lomellina: un mosaico di acqua e di terra”.
Mercoledì 18 aprile 2018: invitiamo il Signor Tino nell’auditorium della nostra scuola per sentirlo parlare della sua professione di agricoltore.
Il signor Tino è il papà della maestra Silvia e, insieme a lei, sale sul palco, si presenta e incomincia a fornirci tante interessanti e dettagliate informazioni. Quello dell’agricoltore è il lavoro della sua vita: iniziato a 13 anni e compiuto per circa 50! Tino ci spiega che durante questo lungo periodo si sono verificati moltissimi cambiamenti nella gestione lavorativa: agli inizi della sua carriera la tecnologia e la meccanizzazione non c’erano, così, prima di utilizzare il trattore, si recava in campagna grazie al carro trainato dai cavalli. Doveva anche occuparsi della stalla e tutti i giorni, anche la mattina molto presto, doveva mungere le mucche con mani e secchiello. Era dura!!! Con il passare degli anni, grazie all’avvento della meccanizzazione, il suo lavoro si è “alleggerito” anche se in generale si tratta di un’attività faticosa. Ci spiega che ora si utilizzano macchine diverse per funzioni diverse: arare, seminare, mettere il diserbo, trebbiare… I suoi campi venivano coltivati a riso e mais. La Lomellina però è una zona a vocazione prettamente risicola.
La nostra zona, grazie alla ricchezza di risaie e fontanili, rappresenta un ecosistema unico in Europa.
Sono tanti i racconti che ci espone a proposito della sua esperienza e, in particolare, si sofferma sull’importanza dell’acqua e sui problemi che derivano dalla sua scarsità o dalla sua eccessiva abbondanza, su alcuni fattori che possono compromettere i raccolti e sui numerosi aneddoti che hanno segnato il suo lavoro. Eccone alcuni:
“Il signor Carnevale ci ha raccontato di quando era un ragazzino dicendoci che cominciò ad andare nei campi a 13 anni per mandare avanti l’azienda di famiglia. Ci raccontò di quando la prima volta munse una mucca, ma un suo calcio fece rovesciare il secchio e tutto il contenuto”
“Il signor Tino ci ha spiegato della sua vita e dei suoi momenti con la maestra Silvia, che partecipava con interesse alle sue esperienze lavorative”
“Il signor Tino è stato talmente bravo a spiegare le cose che a me sono rimaste quasi tutte in mente. Ho capito che il lavoro del camparo è di controllare l’acqua quando arriva nei campi. In Lomellina si coltivano soprattutto il riso e il mais, che devono essere essiccati prima di essere messi nei silos”
“Questa è stata una mattina speciale e bellissima. Abbiamo imparato tante cose e la cosa che mi è rimasta impressa è stata quando ha detto che le nutrie non hanno predatori e si arrampicano per prendere le pannocchie”
“La pianura padana senza fiumi sarebbe un deserto”
“In Lomellina si coltivano riso, mais, piselli, orzo e grano. Quello che si coltiva di più in Lomellina è il riso. Una volta il signor Tino aveva una fattoria e sono arrivate le guardie forestali perché avevano visto un ibis morto in un suo campo. Era morto per un seme avvelenato, ma non lo aveva avvelenato lui”
“Le guardie forestali hanno controllato dappertutto, ma il signor Tino non aveva mai comperato lo stesso tipo di sostanza che aveva avvelenato l’ibis. In caso contrario sarebbero stati guai per il signor Tino!!!”
Il signor Tino conclude dicendoci che la sua soddisfazione lavorativa più grande è stata quella di riuscire al meglio nel proprio lavoro, che ha svolto con tanta passione nonostante le tante difficoltà incontrate. Grazie signor Tino!

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